25 gennaio 2007

SONO ANDATO.


Sono andato. E ho portato via cose e sistemato cose. E nel sistemare tutte queste cose mi sono ritrovato tra le mani una rivista vecchissima che conservo da anni e non so darmi una spiegazione sul perché la conservo ancora.

Che poi intera non è. È un pezzo di una rivista, alcune pagine strappate e il bello è che non so neanche il nome. Strappato anche quello. E le pagine parlano soltanto di un disco, di come un disco dal titolo “are you experienced?” abbia cambiato la musica, la storia e tutti gli anni a venire amen.

Ma non è questo l’importante. È che su questi fogli c’è un serie di lettere sugli amori estivi. E il messaggio più bello, più vero lo lascia una sconosciuta Raffaella che scrive: “la cosa estiva ti rimane dentro, non tanto la persona, perché l’ho conosciuta poco, anche col fatto della lingua, non è che riesci a conoscerti bene, però rimane sempre una cosa molto particolare… un ricordo”.

Il ricordo. E allora mi vengono in mente le musicassette da 90 minuti (che c’entrano più canzoni) e le dediche sul retro della copertina, il primo bacio nascosto nel vicolo che se la mamma ci becca sono cavoli, il bosco dopo la pioggia con l’odore forte e il culo bagnato di verde, le camminate spavalde con il braccio intorno al collo o una mano nella tasca dell’altro perché io e solo io me lo posso permettere.

Gli amori estivi. Tre mesi, prima la gioia e poi la sofferenza annunciata. Pregare i tuoi perché tornar a casa a mezzanotte non si può proprio, racimolare soldi perché lo sai che adora quel braccialetto visto sulla bancarella del paese, dedicare poesie non tue perché ti riempie il cuore vederla sorridere, parlare con le lacrime agli occhi della partenza che inizia la scuola e io devo andare, fermarsi al solito bar per il solito gelato e baciarsi all’infinito, nel parco, nel bosco, di nascosto, al buio, sotto i lampioni, sull’altalena, attaccati ad un albero o contro un muro, davanti al cancello di casa, prima di andare al ristorante, che è già ferragosto e devo andare a pranzo fuori con i miei.

Ecco, questi sono i ricordi, questi sono gli amori estivi.
Tre mesi. E l’amore dovrebbe essere sempre un lunghissimo amore estivo.

Katia scrive: “amori estivi legati all’adolescenza… cose molto belle…”.
Si, deve essere così, un lunghissimo amore estivo.


[soundtrack in loop infinito: henry mancini - moon river]

7 commenti:

Massi ha detto...

Andrè m'hai messo nà malinconia..

..parole bellissime..

popular ha detto...

ma no perche' malinconia... sono ricordi...

grazie per il complimento!^_^

Elessa ha detto...

non so che scrivere... ho lacrime reali!

Massi ha detto...

Mi sono commosso anch'io...sul serio..

popular ha detto...

oh grazie davvero...

gds75 ha detto...

sei un grande!
sei stato capace di far riaffiorare i profumi e le vibrazioni dell'adolescenza.
Per me gli amori estivi sono sempre stati associati al campeggio, ai pomeriggi di coccole sulle amache, e alle sere imboscati tra i cespugli in mezzo alle roulotte, e alle passeggiate al tramonto sulla spiaggia con la gioia per il solo fatto di essere li in quel momento.
grazie

popular ha detto...

grazie a te gds...

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