19 giugno 2006

LA NONNA VIRGINIA, GRAZIA E TUTTO IL RESTO



Che’ poi io quel paese l’ho sempre adorato. È piccolo, indifeso, fermo sempre lì tra quelle montagne. E chi lo sposta più. La gente poi, che spettacolo! Nel ’72, nell’82, nel ’92, nel 2002, sempre uguali, ma sempre. Il tempo non scorre. Rimane bloccato, si vive in un limbo, come quelli che piacevano tanto al Sig. Poe. D’estate la montagna che circonda il paese si fa di un verde intenso, a dispetto delle altre. Qualche buco qua e la, che’ la montagna fa vedere quante rocce ha. Roccaforte fascista dicono. E le case in fila le danno il nome. E il sindaco il perenne volto. L’acqua che fa andare subito al bagno, fredda com’è. E poi la signora Grazia lo conferma, quell’acqua leva i calcoli Dio bono. E il marito che tutte le mattine, cascasse il mondo, alle cinque precise si affaccia al cielo e innaffia l’orto. E poi sei straniero, e un po’ ti guardano storto, quello è il sacrosanto diritto di ogni paese, pero’ appena prendi confidenza, eccola lì che t’aspetta nonna Virginia, con i biscotti buoni, con le ciambelle al vino e le caramelle che, Dio ce ne scampi!, sanno di naftalina. Che poi la nonna era antifascista, tutto il paese contro quindi e quindi giù storie da passarci un pomeriggio e più. Che’ ti viene il diabete ad ascoltarla, cosi d’improvviso ti viene su quella dolcezza che stucca e vorresti abbracciarla o portartela via con te. E anche ogni mattina te la ritrovi ad innaffiare i gerani più belli del paese. E poi come dimenticarsi delle scale talmente scomode, talmente alte, che dopo due giorni ti ritrovi i polpacci di Armstrong e non sai il perchè. E quelle salite dure e quel bee di pecora e la mucca che ti osserva inscatolato in macchina, ma col cavolo che si sposta. Prima mangio, poi, forse mi muovo. Tanto sono soltanto le due di pomeriggio di un 13 agosto qualsiasi. Vabbè, sarà che io, si proprio io, lì ho finalmente finito tetris, ok ho speso l’equivalente di una sera al Bilionaire, ma vuoi mettere la soddisfazione? E poi la ragazzetta, quella con cui, finalmente!, combini qualcosa, e le amicizie, quelle che resistono al freddo dell’inverno, bè insomma, sara’ per tutto questo che io adoro quel paese.

Colonna sonora di tutta un’estate? Uhm… stona un po’ con tutto, ma ritrovarsi la cassetta sullo zerbino con tanto di dedica, bè è una gran bella cosa. E quindi Love Her Madly dei Doors.
Rigorosamente in mono e con il gracchietto di sottofondo.

10 commenti:

Elessa ha detto...

Te lo ripeto...sta ragazzetta con cui combini qualcosa...me sta un tantino...come dire..vabbè hai capito!!

popular ha detto...

UUUFFFFFFF!!!... avevo 14/15/16 anni... ^_^

Elessa ha detto...

14/15 o 16?...ma quanto è durata?

Massi ha detto...

Ma qsta vena malinconica a cosa è dovuta??
Non so se esserne contento (x le meravigliose parola che scrivi) o se preoccuparmi x il tuo stato d'animo.. ;)

salvatore halliwell ha detto...

ele hai bisogno d pozioni? Inkantesimi? Kiedi pure :-D

popular ha detto...

no è malinconia ciclica... mi prende sempre prima di ogni estate:-)

Elessa ha detto...

Si poi c'è quella natalizia, quella autunnale...:)

Massi ha detto...

Ah bene...e io che pensavo di essere l'unico..

Lo Scafo ha detto...

Beh pare che la malinconia ti ispiri...

Elessa ha detto...

No, sono io che lo ispiro...:=)

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